Aragonite

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L’Aragonite è un minerale che colpisce per la sua varietà di forme e per la capacità di presentarsi in strutture complesse e armoniose, spesso molto diverse da quelle di altri carbonati più noti. Appartenente alla stessa composizione chimica della calcite, l’Aragonite si distingue per una struttura cristallina differente, che le conferisce un aspetto più articolato, talvolta ramificato, talvolta colonnare o stellato. Questa diversità formale è uno degli elementi che rendono l’Aragonite immediatamente riconoscibile e affascinante.

Dal punto di vista estetico, l’Aragonite può presentarsi in colori che vanno dal bianco al beige, dal marrone al giallo miele, fino a tonalità rossastre, verdastre o azzurrate in alcune varietà. La sua superficie è generalmente opaca o leggermente vitrea, e la forma dei cristalli, spesso aggregati in strutture radianti o coralliformi, trasmette una sensazione di crescita naturale e spontanea.

L’Aragonite non è una pietra che comunica leggerezza o trasparenza, ma piuttosto solidità e struttura. Le sue forme complesse sembrano raccontare un processo di costruzione paziente, in cui ogni elemento trova il proprio posto all’interno di un insieme più grande. Questo aspetto la rende una pietra visivamente ricca, capace di catturare l’attenzione senza ricorrere a brillantezza o colori intensi.

Nel mondo naturale, l’Aragonite svolge un ruolo fondamentale. È uno dei principali componenti dei gusci di molti organismi marini, come molluschi e coralli, contribuendo alla formazione di strutture biologiche resistenti e funzionali. Questo legame diretto con il mondo vivente rafforza il suo valore simbolico come pietra di costruzione e sostegno.

Dal punto di vista percettivo, l’Aragonite trasmette un senso di stabilità e ordine. Le sue geometrie naturali, spesso ripetitive e ben organizzate, evocano l’idea di equilibrio raggiunto attraverso la stratificazione e la continuità. Non è una pietra che suggerisce movimento rapido, ma piuttosto crescita progressiva e consolidamento.

Nel corso del tempo è stata apprezzata soprattutto come minerale da collezione e da osservazione. Le sue forme naturali, spesso spettacolari, la rendono ideale per essere esposta in ambienti dedicati allo studio, alla riflessione o semplicemente all’osservazione della bellezza naturale. È meno utilizzata in gioielleria, proprio a causa della sua fragilità relativa e delle forme irregolari dei cristalli.

L’Aragonite viene spesso scelta da chi apprezza pietre dal carattere strutturato e complesso, capaci di raccontare una storia di formazione lenta e ordinata. Non è una pietra immediata, ma una presenza che si rivela gradualmente, invitando a osservare i dettagli e le relazioni tra le parti.

Prima ancora di approfondirne l’origine geologica, questo minerale si presenta come un simbolo naturale di costruzione e coerenza. La sua bellezza non risiede nella semplicità, ma nella capacità di tenere insieme elementi diversi in un insieme armonico, rendendola una pietra di grande interesse sia visivo sia concettuale

Origine, formazione e giacimenti

L’Aragonite è un minerale appartenente al gruppo dei carbonati ed è un polimorfo del carbonato di calcio, come la calcite. Ciò significa che possiede la stessa composizione chimica ma una struttura cristallina diversa, che ne determina forma e proprietà specifiche. L’Aragonite cristallizza nel sistema ortorombico, mentre la calcite appartiene al sistema trigonale, e questa differenza strutturale è alla base delle sue caratteristiche uniche.

La formazione dell’Aragonite avviene in una varietà di ambienti geologici. È comune nei contesti sedimentari, in particolare in ambienti marini e lacustri, dove precipita direttamente dall’acqua ricca di carbonato di calcio. In queste condizioni, la presenza di specifici parametri chimici e fisici favorisce la cristallizzazione dell’Aragonite piuttosto che della calcite.

L’Aragonite si forma anche in ambienti idrotermali e in grotte, dove può depositarsi sotto forma di stalattiti, stalagmiti e concrezioni complesse. In questi contesti, la crescita è lenta e avviene per stratificazione, dando origine a strutture molto articolate e talvolta spettacolari.

Un aspetto particolarmente interessante dell’Aragonite è la sua instabilità relativa nel tempo. In condizioni normali, tende lentamente a trasformarsi in calcite, che è la forma più stabile del carbonato di calcio. Questo processo, che può richiedere tempi molto lunghi, rende l’Aragonite un minerale “di passaggio”, testimonianza di equilibri chimici specifici.

Dal punto di vista biologico, l’Aragonite è fondamentale per molti organismi marini, che la utilizzano per costruire gusci e strutture protettive. Nel tempo, l’accumulo di questi resti biologici contribuisce alla formazione di sedimenti carbonatici e, successivamente, di rocce calcaree.

I giacimenti di Aragonite sono diffusi in molte parti del mondo. Tra i paesi in cui si trova più comunemente vi sono Spagna, Marocco, Repubblica Ceca, Austria, Germania, Messico, Stati Uniti, Perù e Namibia. Ogni area di provenienza può produrre esemplari con forme e colori differenti, riflettendo le condizioni locali di formazione.

In Italia, l’Aragonite è presente in diverse regioni, soprattutto in ambienti carsici e in depositi sedimentari, spesso sotto forma di concrezioni e strutture di grotta. Sebbene non sempre presenti in cristalli isolati, questi esemplari hanno un grande valore scientifico e didattico.

L’origine dell’Aragonite racconta una storia di equilibrio chimico e di crescita lenta. È un minerale che nasce quando le condizioni sono precise e ben bilanciate, e che conserva nella sua struttura la memoria di ambienti acquatici, biologici e geologici complessi. Ogni esemplare è il risultato di un dialogo continuo tra acqua, tempo e materia.

L'aragonite è uno dei tre minerali di carbonato di calcio che si trova naturalmente in madre natura (gli altri due sono calcite e vaterite). Si trova comunemente cristallizzato sotto forma di piccoli cristalli prismatici, masse, stalattiti e aggregati sferici radianti. Questo minerale fu scoperto per la prima volta nel 1790 da Abraham Gottlob Werner a Molina de Aragón, Guadalajara, Castiglia-La Mancia, in Spagna.

Le Aragoniti più comuni sul mercato sono la varietà "sputnik" proveniente dal Marocco. Mostrano quasi sempre una tonalità da marrone dorato, ma possono anche apparire incolori. Altre varietà di colore comuni includono bianco, verde, rosso, viola, giallo e, più recentemente, blu. Gli esemplari di Aragonite Blu che sono arrivati sul mercato negli ultimi decenni sono assolutamente sbalorditivi. Si trovano principalmente in forma di massa o stalattite e possono valere migliaia di euro. La maggior parte, se non tutta, della qualità blu sul mercato proviene dalla Cina.

Diversi animali marini sono fatti di Aragonite! Alcuni esempi quotidiani di questo minerale che si verificano nell'ecosfera marina sono conchiglie di molluschi, scheletri di corallo e stalattiti di caverne. Questo è che normalmente si trova nelle perle e nel corallo, che è un polipo marino che secerne scheletri calcarei. Sia l'organismo vivente che lo scheletro sono chiamati corallo e lo scheletro è usato come pietra ornamentale. In un raro evento, i gusci di ammonite estinti (che sono composti da aragonite) possono naturalmente diventare iridescenti. Questa insolita creazione minerale è indicata come ammolite e attualmente si trova solo nelle Montagne Rocciose del Nord America.

Una formazione particolarmente interessante di questo cristallo è quella prodotta da deposizione di sorgenti calde e ricche di minerali. L'acqua rilascia calcio all'uscita dalla sorgente e forma cumuli crescenti e croste spesse intorno alle sorgenti. Quando questi sono a banda, possono essere intagliati e avere nomi commerciali come "Onyx Marble" e "California Onyx".

Storia, simbolismo e tradizione

L’Aragonite non è una pietra che compare spesso nei racconti mitologici più antichi, ma ha sempre avuto un ruolo importante come testimone silenzioso dei processi naturali e della relazione tra acqua, vita e tempo. Il suo nome deriva dalla regione dell’Aragona, in Spagna, dove fu descritta e riconosciuta come specie mineralogica distinta nel XVIII secolo. Da allora, l’Aragonite è diventata un punto di riferimento per comprendere la varietà delle forme che può assumere una stessa sostanza chimica.

Nel corso della storia della mineralogia, l’Aragonite ha contribuito a chiarire il concetto di polimorfismo, mostrando come una medesima composizione possa dare origine a strutture cristalline diverse. Questo aspetto scientifico ha rafforzato il suo valore simbolico come pietra della trasformazione ordinata, capace di cambiare forma pur mantenendo la propria identità.

In ambito culturale è stata osservata e raccolta soprattutto come curiosità naturale. Le sue forme radianti, coralliformi o colonnari hanno affascinato studiosi e collezionisti, che le hanno interpretate come esempi di crescita armonica. In alcune tradizioni locali, specialmente in regioni carsiche o marine, le concrezioni di Aragonite erano viste come “fiori di pietra”, espressione poetica della capacità della natura di creare strutture complesse senza intervento umano.

Nel simbolismo moderno, l’Aragonite è spesso associata all’idea di costruzione e consolidamento. Le sue strutture ripetitive e ben organizzate evocano un senso di ordine che nasce dalla stratificazione e dalla pazienza. È una pietra che suggerisce stabilità raggiunta attraverso il tempo, piuttosto che forza improvvisa.

L’Aragonite è anche legata al mondo marino e alla vita biologica. Essendo uno dei principali componenti dei gusci di molti organismi, rappresenta il confine tra materia inorganica e vita. Questo legame ha contribuito a vederla come simbolo di sostegno, protezione e continuità.

Nel contesto contemporaneo,  viene scelta soprattutto per il suo valore visivo e concettuale. Non è una pietra di potere o di affermazione, ma di struttura e coerenza. La sua tradizione è una tradizione di osservazione e comprensione, più che di ritualità, rendendola particolarmente apprezzata da chi cerca nei minerali un linguaggio naturale e non sovraccarico di simbolismi artificiali.

Cose curiose su Aragonite

Una delle curiosità più affascinanti sull’Aragonite riguarda il fatto che, pur avendo la stessa composizione chimica della calcite, si presenti in forme completamente diverse. Questo fenomeno, chiamato polimorfismo, rende l’Aragonite un esempio perfetto di come la struttura interna di un minerale possa influenzarne l’aspetto esterno in modo radicale.

Un’altra particolarità è la sua diffusione nel mondo biologico. Molti molluschi, coralli e altri organismi marini utilizzano l’Aragonite per costruire i loro gusci. Quando questi organismi muoiono, i loro resti si accumulano sul fondo del mare, contribuendo alla formazione di sedimenti e, nel tempo, di rocce calcaree. In questo senso, l’Aragonite è una vera architetta dei fondali marini.

L’Aragonite è spesso protagonista di formazioni spettacolari nelle grotte. Stalattiti, stalagmiti e concrezioni complesse possono essere composte in parte o interamente da Aragonite, dando origine a strutture ramificate e delicate che sembrano sfidare la gravità. Queste formazioni crescono lentamente, goccia dopo goccia, nel corso di migliaia di anni.

Un fatto curioso è la sua instabilità relativa, tende a trasformarsi in calcite nel tempo, soprattutto quando le condizioni ambientali cambiano. Questo la rende una sorta di “fotografia” di un equilibrio chimico specifico, destinato a mutare. Osservare un campione di Aragonite significa quindi osservare una fase temporanea della materia.

Esistono varietà di Aragonite molto diverse tra loro. Alcune si presentano in aggregati stellati o a rosetta, altre in prismi sottili o strutture coralliformi. Questa varietà di forme rende l’Aragonite particolarmente interessante per collezionisti e studiosi.

Dal punto di vista cromatico, l’Aragonite può assumere colori caldi e terrosi, ma anche tonalità più insolite, come il verde o l’azzurro, in base alle impurità presenti durante la formazione. Ogni colore racconta una storia diversa legata all’ambiente di origine.

Infine, l’Aragonite è una pietra che insegna la pazienza. Le sue strutture complesse non nascono da eventi improvvisi, ma da una crescita lenta e costante. È un promemoria naturale del fatto che l’ordine e la bellezza possono emergere anche da processi graduali e silenziosi, senza bisogno di interventi spettacolari.

La geologia e la storia dell’Aragonite, raccontate ai più giovani

Tantissimo tempo fa, quando la Terra era già piena di mari, fiumi e grotte nascoste, l’acqua iniziò a fare qualcosa di straordinario: costruire pietre. Non con martelli o strumenti, ma con gocce lente e pazienti. L’Aragonite nasce proprio così, grazie all’acqua che deposita minuscole particelle di materia, una sopra l’altra, per tantissimo tempo.

Immagina una grotta buia, silenziosa, dove dal soffitto cade una goccia d’acqua ogni tanto. Ogni goccia porta con sé un po’ di sostanza sciolta. Quando la goccia cade e l’acqua evapora, lascia dietro di sé un minuscolo granello. Goccia dopo goccia, anno dopo anno, questi granelli si accumulano e iniziano a crescere formando strutture sempre più grandi. Così nascono alcune forme di Aragonite.

Ma l’Aragonite non nasce solo nelle grotte. Nei mari antichi e moderni, tantissimi animali come molluschi e coralli usano l’Aragonite per costruire i loro gusci. È come se la natura avesse scelto questo minerale come materiale da costruzione. Quando questi animali muoiono, i loro gusci si depositano sul fondo del mare e, col tempo, diventano parte delle rocce.

Questo significa che è una pietra che racconta storie di vita. Anche se sembra una semplice roccia, in realtà è legata a creature che hanno vissuto milioni di anni fa. Tenere in mano un pezzo di Aragonite è un po’ come tenere un frammento di un antico mare.

Una cosa molto curiosa dell’Aragonite è che può cambiare. Con il passare di tantissimo tempo, se le condizioni cambiano, l’Aragonite può trasformarsi in un’altra pietra chiamata calcite. È come se la pietra decidesse di riorganizzare se stessa per diventare più stabile. Questo non succede in fretta, ma è un processo lentissimo.

Le sue forme sono spesso spettacolari. Può crescere come una stella, come un fiore di pietra, come un piccolo corallo o come una colonna. Nessuna forma è casuale: tutto dipende da come l’acqua scorre, da quanto spazio c’è e da quanto tempo passa.

I luoghi dove si trovano belle Aragoniti sono sparsi in tutto il mondo. In alcune zone della Spagna, del Marocco o del Messico, la Terra ha creato condizioni perfette per far crescere cristalli davvero particolari. Anche in Italia, nelle grotte, si possono trovare strutture di Aragonite che sembrano sculture naturali.

L’Aragonite insegna una cosa importante: le cose più forti e belle non sempre nascono in fretta. Spesso crescono lentamente, con pazienza, una goccia alla volta. È una pietra che parla di tempo, di equilibrio e di collaborazione tra acqua, terra e vita.

Quando guardi un pezzo di Aragonite, puoi immaginare mari antichi, grotte silenziose e animali che costruiscono le loro case. È una pietra che non grida, ma racconta storie profonde a chi sa osservare con calma.

Interpretazioni simboliche degli autori

Nel simbolismo contemporaneo, l’aragonite è considerata una pietra di struttura, radicamento e costruzione paziente. Le sue forme naturali, spesso ramificate o disposte in aggregati complessi, richiamano l’idea di un ordine che nasce dalla ripetizione e dal tempo. L’aragonite è associata a processi interiori in cui è necessario rallentare, stabilizzare e consolidare le basi prima di procedere oltre. Il suo valore simbolico risiede nella capacità di favorire senso di solidità, presenza concreta e continuità, aiutando a ritrovare equilibrio quando tutto sembra frammentato o disperso. È vista come una pietra che sostiene la crescita graduale e consapevole, senza scorciatoie.

Reynald Georges Boschiero – Dictionnaire de la lithothérapie
Nella visione di Boschiero, l’aragonite è una pietra di stabilizzazione e contenimento. Viene associata a un’azione che aiuta a ridurre dispersione emotiva e agitazione, favorendo un ritorno a una base più solida e sicura. Boschiero collega l’aragonite alla capacità di rafforzare il senso di realtà e di sostenere chi attraversa fasi di disorganizzazione o stress, promuovendo calma e centratura.

Judy Hall – The Crystal Bible
Secondo Judy Hall, l’aragonite è legata ai temi del radicamento e dell’equilibrio. È vista come una pietra che favorisce pazienza, disciplina e senso di responsabilità, aiutando a rimettere ordine quando le energie risultano sparse. Judy Hall sottolinea il simbolismo strutturale dell’aragonite, che richiama la necessità di costruire con metodo e di procedere passo dopo passo.

Robert Simmons – The Book of Stones
Nell’approccio di Robert Simmons, l’aragonite rappresenta la forza della costruzione consapevole. Il suo simbolismo è legato alla capacità di creare stabilità partendo dal basso, rafforzando fondamenta interiori solide. Simmons associa l’aragonite a un senso di presenza concreta e di responsabilità verso il proprio percorso, utile per affrontare cambiamenti impegnativi senza perdere equilibrio.

Naisha Ahsian – The Crystal Path
Naisha Ahsian interpreta l’aragonite come una pietra di integrazione e organizzazione interiore. È vista come un supporto simbolico per riconoscere ciò che necessita di struttura e di ordine nella propria vita. In questa prospettiva, l’aragonite favorisce consapevolezza, pazienza e una relazione più stabile con i propri processi interiori, sostenendo una crescita lenta ma coerente.

Michael Gienger – Crystal Healing
Secondo Michael Gienger, l’aragonite è collegata a un’azione di radicamento e consolidamento emotivo. È descritta come una pietra che sostiene stabilità, continuità e senso di sicurezza. Gienger associa l’aragonite a un processo di riequilibrio progressivo, utile per mantenere presenza e ordine interiore nei periodi di forte pressione o riorganizzazione personale.

Per saperne di più sui fossili leggete il nostro approfondimento!

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Proprietà Metafisiche e Spirituali
Nel simbolismo contemporaneo, l’Aragonite è considerata una pietra di radicamento e costruzione interiore. Le sue strutture naturali, spesso complesse e ben organizzate, la rendono emblema di stabilità raggiunta attraverso il tempo.È associata a percorsi interiori che richiedono perseveranza e continuità, invitando a procedere senza forzature. L’Aragonite suggerisce l’importanza di consolidare le basi prima di affrontare nuovi passaggi.In molte interpretazioni, rappresenta una presenza rassicurante che sostiene nei momenti in cui è necessario rallentare e riorganizzare. Non è simbolo di trasformazione rapida, ma di maturazione graduale e consapevole.
Proprietà Fisiche e Mentali
Nel linguaggio simbolico tradizionale, l’Aragonite è percepita come una pietra di struttura e sostegno. Le sue forme compatte e spesso ripetitive richiamano l’idea di solidità corporea e di organizzazione fisica, suggerendo una relazione più stabile e consapevole con il proprio corpo.Dal punto di vista fisico simbolico, l’Aragonite è associata a una sensazione di centratura e di equilibrio. Non comunica leggerezza o fluidità, ma piuttosto una presenza ferma e radicata, che invita a mantenere una postura più composta e una percezione più ordinata dei propri ritmi.Sul piano mentale, l’Aragonite è legata a concentrazione, pazienza e capacità di affrontare i compiti con metodo. La complessità ordinata delle sue strutture favorisce un approccio graduale ai pensieri, aiutando a evitare dispersione e confusione. È spesso scelta da chi desidera lavorare su obiettivi a lungo termine, mantenendo costanza e coerenza.Dal punto di vista emotivo, accompagna processi di stabilizzazione progressiva. Non stimola cambiamenti improvvisi, ma sostiene una crescita lenta e continua, favorendo un senso di sicurezza interiore. Corpo e mente trovano nell’Aragonite un punto d’incontro fatto di solidità, pazienza e costruzione consapevole.
A chi si rivolge il cristallo
L’Aragonite si rivolge a persone che cercano stabilità, ordine e continuità nel proprio percorso. È particolarmente indicata per chi vive fasi di costruzione lenta, in cui è importante mantenere concentrazione e pazienza senza lasciarsi scoraggiare.È spesso scelta da chi lavora su progetti a lungo termine o attraversa periodi di riorganizzazione personale. L’Aragonite accompagna chi desidera procedere con metodo, senza dispersione, mantenendo una struttura solida.Questo cristallo è adatto anche a chi sente il bisogno di rafforzare il senso di sicurezza interiore. La sua presenza discreta e stabile favorisce un atteggiamento più centrato e meno reattivo.Si rivolge infine a chi apprezza pietre dal carattere strutturato e naturale. L’Aragonite non promette risultati immediati, ma sostiene chi è disposto a costruire con pazienza, equilibrio e coerenza nel tempo.
Come utilizzare il cristallo
L’Aragonite viene utilizzata principalmente come pietra da osservazione e come elemento di presenza stabile negli ambienti quotidiani. Le sue forme complesse e strutturate la rendono adatta a spazi in cui si desidera trasmettere un senso di ordine, continuità e costruzione graduale. È spesso collocata su scrivanie, librerie o mensole, dove può essere osservata senza diventare un elemento invadente.Molte persone scelgono l’Aragonite per accompagnare momenti di studio, pianificazione o riflessione, grazie alla sua capacità di evocare stabilità e concentrazione. La sua presenza visiva suggerisce l’idea di procedere passo dopo passo, senza fretta, mantenendo una direzione coerente.Non è una pietra generalmente indossata, poiché la sua struttura può essere fragile e le forme irregolari non si prestano facilmente alla gioielleria. È invece apprezzata come oggetto statico, da collocare in un punto preciso e lasciare lì nel tempo.L’utilizzo dell’Aragonite non richiede gesti rituali. Il suo valore risiede nella continuità e nella familiarità: osservandola giorno dopo giorno, diventa un riferimento visivo che richiama pazienza, costruzione e solidità
Come purificare e ricaricare il cristallo
La purificazione dell’Aragonite deve essere effettuata con delicatezza. Essendo un carbonato di calcio, è sensibile all’acqua e all’umidità prolungata. È preferibile evitare immersioni o lavaggi sotto acqua corrente, che potrebbero opacizzare la superficie o alterarne le forme più delicate.La pulizia ideale avviene a secco, utilizzando un pennello morbido o un panno asciutto per rimuovere polvere e impurità superficiali. È importante maneggiare l’Aragonite con attenzione, evitando urti o pressioni, soprattutto nel caso di esemplari con strutture ramificate o sottili.La ricarica dell’Aragonite è intesa come momento di riposo. Può essere lasciata in un luogo tranquillo, asciutto e ordinato, lontano da fonti di calore o luce solare diretta. Molti preferiscono conservarla su superfici naturali o in vetrine protettive.La cura costante e il rispetto della sua natura delicata sono sufficienti per mantenerne integrità e bellezza nel tempo, senza necessità di pratiche complesse.
Caratteristiche
FamigliaCarbonati
Composizione chimicaCarbonato di calcio (CaCO₃)
Sistema cristallinoOrtorombico
Durezza4
Densità~2,95 g/cm³
LucentezzaVitrea
Peso specifico medio2,9 – 3,0
Indice di rifrazione medio1,53 – 1,69
Giacimenti
Spagna, Marocco, Cecoslovacchia, Austria, Germania, Messico
Efficacia in cristalloterapia
Prezzo
Facilità di acquisto
Avvertenze
L’utilizzo dei minerali e cristalli non sostituisce in alcun modo i rimedi medici tradizionali e non devono pertanto essere un sostituto a delle cure già prescritte da un professionista della salute.

La cristalloterapia è una pratica di medicina alternativa che si prefigge di eliminare e/o aiutare disfunzioni e malesseri corporei, mentali e spirituali mediante la collocazione di appositi minerali su determinati punti del corpo e specifici chakra. A questo proposito ad oggi non esiste nessuna prova scientifica della sua efficacia ma sappiamo per certo che questa tecnica è usata da molte popolazioni in tutto il mondo sin dall’antichità.

L’uso dei cristalli può essere un ottimo coadiuvante e/o metodo di prevenzione e comunque al momento non presenta alcuna controindicazione al suo utilizzo.
Aragonite
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4
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